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SWIMRUN CHEERS

Lo Swimrun, è una specialità nata in scandinavia, che accomuna corsa e nuoto. Uno dei nostri soci, Diego Novella è un estimatore di queste faticose gare.

L’amore di Diego per queste competizioni, ha fatto scattare in lui la voglia di organizzare un evento in Italia, e precisamente sul Lago Maggiore.

Ma lasciamo a Diego lo spazio per presentare la sua iniziativa.

 

“UTO, Svezia, 29 maggio, questa storia inizia lì e dall’impresa compiuta: portare a termine una Swimrun, là dove questo sport è nato, con le loro regole, i loro percorsi, il loro clima, il saper adattarsi a tutto è una grande emozione. Inciampare, buttarsi dalla scogliera scivolosa, uscire dall’acqua passando in mezzo alle alghe su rocce levigate, nuotare nelle onde; questo è lo Swimrun. Un qualcosa che quando lo provi ti entra nel cuore. Ma se l’ho fatto io, e con Uto è la quinta, lo possono fare tutti! Ecco perché ho deciso di organizzare una gara sul Lago Maggiore il 27 agosto, Swimrun Cheers, per dare l’opportunità a tutti di provarci. (www.swimruncheers.com).

Questa volta in quest’avventura ho coinvolto Giuseppe Ferrari (con all’attivo una Illegal, un paio di gare OtillO e di Aquaticrunner), Paolo Canzi (una Illegal e 2 Aquaticrunner) ma soprattutto è stato l’esordio del grande Cristiano Marchese che, grave errore, si è fidato di noi ed ha accettato l’invito per la gara! Ma poteva rifiutare? No, perché come primo iscritto alla Swimrun Cheers un battesimo così era d’obbligo 🙂

Anche questa volta è ricapitato. Ho vissuto un mare di emozioni che vorrei descrivere, attimo per attimo, dall’arrivo in terra vichinga a tutta la gara, il prima, il dopo…solo scrivendo scatta la pelle d’oca, ma sarò sintetico.

Scandinavia, isola di Uto, Mar Baltico, tantissima gente, aria fresca, acqua fresca, Michael (colui che ha inventato lo Swimrun e OtillO) ti saluta e sbiascica un “ciao, che piacere, grazie, forza”, in italiano….fa aumentare la scarica di adrenalina che già hai, ma ti fa sentire anche parte di quel mondo, sconosciuto, che è lo Swimrun! Ci prepariamo, andiamo alla partenza, nuvole, vento e fresco, anzi…freddo! Guardo Paolo, che irresponsabilmente è mio compagno di squadra, Giuseppe e Cristiano e gli dico “temo l’acqua fredda”. Poi lo schioppo di partenza e passa tutto, niente freddo e via!!! Poca corsa e giù in acque e l’acqua non è fredda come temevo: 13 gradi, con muta Head Swimrun, anche se tagliata, è sopportabile senza problemi e avanti per 33 frazioni totali. Paolo ha scritto tutte le distanze sulle palette, come molti fanno. In ogni frazione gli chiedo quanto dobbiamo correre o nuotare. Dopo le prime 5 frazioni inizia a dare distanze bizzarre, altimetrie improbabili e sempre più spesso parla in svedese!! Due episodi tra i 600, che ci hanno fatto ridere.

Il primo quando arriviamo ad un ponte. Mi giro e gli dico “dai che ci facciamo anche due scalini!” Paolo è silente; sale, scende, 20 metri dopo arriviamo al ristoro dove troviamo un innocente bambino che ci porge degli integratori. Io, oramai parlo regolarmente svedese, gli dico: “tack” (grazie, in svedese). Paolo lo guarda e gli dice: “vai a XXXX tu e quel ponte di XXXXXX”. E’ indubbio, la diplomazia è il nostro forte! Il secondo episodio è quando sul percorso incontriamo un altro veterano di queste gare, che ho conosciuto in Engadina nel 2014. “Little man” ci salutiamo, due battute e inizia la battaglia dei disperati. Lui ed il suo socio sono un filo più veloci di noi nella corsa ma noi, molto più veloci nel nuoto. Dopo i saluti e le news sulla famiglia, ci staccano! Guardo Paolo e mi dice:” ma quanto è grosso? È il doppio di te.” (Per la cronaca: Paolo è alto 1,90 ed arriva a stento alla spalla del vikingo!) Per farla breve; allunghiamo e riusciamo a batterli! Vedremo alla prossima gara, come andrà! Intanto, guarda un po’, siamo all’arrivo. Chiedo a Paolo, 5 o 6 volte, se è l’ultima frazione di corsa. Lui mi risponde una volta in svedese, una in brianzolo, una in cinese mandarino, poi in spagnolo, una in portoghese e….mi è parso….anche in pugliese. Comunque: siamo all’arrivo!!!

Super soddisfatti per aver finito, ci abbracciamo e ci facciamo i complimenti. Mi è parso che Paolo abbia detto: “..bella, dura, mi è piaciuta. Ora però, non chiamarmi più per ste cose!”. Parlava in russo, forse ho capito male. 🙂

Aspettiamo Giuseppe e Cristiano ed iniziamo a festeggiare!!!

Spiegare un’emozione è difficile. Questa volta l’ho condivisa con Paolo, Giuseppe e Cristiano. Qualche lacrima di emozione mi è scesa, perché io mi nutro di emozioni ed oggi ho fatto un’altra scorpacciata.

Questo è quanto….anche se poi, Giuseppe ha perso le scarpe, a me hanno rubato la felpa dello sponsor. “Allora non capita solo in Italia.. :)”. Poi, in aeroporto, Giuseppe ed io siamo stati sottoposti ad una pesante perquisizione corporale. Io da parte di una agente e Giuseppe, da parte di un agente.

Ci siamo divertiti, mi sono emozionato e…grazie a chi mi aiuta, e lo fa molto, grazie a chi mi ha incoraggiato e mi incoraggia a fare queste cose. Grazie a chi si prende del tempo per leggere queste righe…scritte da….un sognatore.

E adesso?? Pensiamo alla garetta del 18 giugno….in Cornovaglia…isole Scilly prima del grande sogno divenuto realtà: Swimrun Cheers 27 agosto.”

 

Marco Cocchi

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